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di Lino Speranza

“Mi fa piacere vedere in tv ballerini che hanno un “vero” background in fatto di street dance. È già avvenuto in passato, ma adesso è sempre più frequente, vuoi per moda, vuoi per necessità: anche il modo di fare spettacolo, in certi ambienti, cambia nel tempo. Ragazzi che si mettono in gioco sia nella parte più originale del movimento sia nel mainstream. Una rivalutazione notevole, se si pensa che fino a qualche anno fa lo street dancer non era considerato tale da poter sostenere ed essere “utilizzato” (passatemi il termine) per coreografie prettamente televisive, musical, jingles molto lontani dal tipo di background formativo che loro stessi hanno avuto. Ciò vuol dire che, piano piano, la nostra figura viene vista diversamente (come avviene invece ormai da anni all’estero) ottenendo in piccola parte una forma di rispetto, parità di considerazione e versatilità nelle varie forme di spettacolo: TV, concerti, teatro, etc. Bene, ora NON FACCIAMOCI USARE”.

Questo fu il post di qualche mese fa, scritto di getto dopo aver visto una trasmissione televisiva italiana. Tra lo stupore, ma soprattutto la felicità, nel vedere qualcuno che arriva da un certo tipo di background e che finalmente, dopo molti sacrifici, inizia ad avere una posizione diversa dal “riempi buchi” nel mondo della televisione nostrana.

Una cosa bella, ma che comunque segna una nuova prova, ovvero quella di imparare a comportarsi da veri professionisti, sia nei “diritti” che nei “doveri”.

Molti anni fa Mr. Wiggles divulgò una serie di consigli utili per lo street dancer in fase di ingaggio con contratti televisivi o di etichette discografiche.

Naturalmente tutto era basato su standard del mondo dello spettacolo americano, impensabile applicarli in Italia. Questo però faceva capire già allora quanto la nostra figura artistica negli States avesse già un certo tipo di considerazione. Bisognava solo attendere che questo si verificasse anche nel nostro Paese e così è stato.

Le case discografiche ed alcuni format televisivi da qualche anno contattano crew o singoli componenti per collaborazioni. Figo! Un modo sicuramente utile per aumentare l’esperienza in fatto di spettacolo e creare a sua volta una sorta di promozione del nostro settore. Ahimè, ogni tanto s’incappa in ingaggi senza budget, giocati sul discorso visibilità e sull’ego dell’artista. A quel punto dovrebbe uscire la nostra professionalità e l’attenta valutazione. Se ci sono i budget – anche esigui – per cameramen, costumisti, autori, truccatori, etc. ci devono essere anche per i ballerini. Dunque evitiamo di farci sfruttare.

È una bellissima occasione, ma è anche il momento per costruire un’identità, ricordando che l’Italia è il paese delle mode e – di solito – del riflesso delle stesse. Questa cosa potrà continuare migliorando, come potrà sparire da un momento all’altro. Sta di fatto che l’importante è non dimenticare da dove si è arrivati, rimanere umili, mantenere il contatto con l’ambiente che ci ha dato modo di formarci artisticamente e – soprattutto vivere e sostenere sempre la scena più originale.

Questo è il minimo che possiamo fare per rendere omaggio alla nostra passione, che ci ha dato quest’opportunità di stile di vita.

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Categories: Experience, Special

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