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di Annalisa Marcelli

Roma è tante cose.
Talmente tante da venire ubriacati da danza, scuole, insegnanti, allievi, amici, suckers, artisti, rapper, ballerini meravigliosi, audizioni fasulle.
Forse la casistica umana è tutta racchiusa qui dentro, le situazioni che si possono vivere si concentrano in questo enorme spazio artistico, dove tutti sono passati almeno una volta a lasciare la propria traccia. C’è libertà artistica? Sì, dal momento in cui sai abituarti alle sue logiche, hai quel pizzico di “saper vivere” che ti eleva da tutto il reticolo di piccole realtà a sé stanti. Esattamente quando hai smesso di pensare che “la danza dell’hip-hop è il breakin’”, forse puoi provare ad avere un feedback da Lei, la “grande bellezza” di Roma.

Purtroppo dove c’è massa c’è ignoranza e qui di massa quasi non ne possiamo più. Qualcosa di fresco, genuino e disinteressato esiste, nel momento in cui le linee di pensiero si sovrappongono e si prova ad andare oltre le strette logiche degli eventi. Ma ci sono tante altre linee parallele che, per antonomasia, non si incontreranno mai. Ma la forza di Roma sta proprio qui, nel sapere convivere, perché così sei costretto a fare, spazio ce n’è per tutti e davvero non sai quanto ce n’è. Puoi decidere se stare con la stessa gente e soprattutto ballare “per” la stessa gente, o se la tua arte la vuoi elevare e prendere da chi ti può dare qualcosa. Perché Roma i padroni non li vuole, non li ha mai voluti.

È anche un luogo che non comunica, un luogo pigro dove il rap sta prevalentemente da una parte e la danza dall’altra. Per il breakin’ e la stand-up dance si riscontra un miglioramento, un po’ perché i bboys sono scesi dal piedistallo, un po’ perché sono più comuni i team misti. Anche la danza è divisa al proprio interno: i ballerini di moderno sono disinformati su quello che succede fuori dai loro circuiti, troppo occupati dalle audizioni e dai gossip; i ballerini hip-hop e affini, nella loro infinita limitatezza, non conoscono nulla di chi e su chi la danza la conosce e la pratica da sempre. L’inflazione di giovani leve, nel mondo dell’insegnamento su Roma, credo stia giungendo alla saturazione massima negli ultimi anni; tutta questa massa di nuovi professionisti nemmeno riesce a trovare il proprio posto a livello artistico-personale. Nell’inseguire il sogno della vita, questi creano solo discontinuità e discredito verso chi rivendica il proprio professionismo.
Ci limitiamo a citare le maggiori realtà attive nella capitale, chi per longevità, chi per carisma, chi per riscontro. Questa gente c’è: la vedi, la tocchi e la senti, il passo fuori casa l’ha fatto e qualcun altro ci ha creduto. E, appunto, parliamo di “spots”:

EUR PIGORINI: training space curato dalla crew “Da Fam”, contornato dal travertino delle colonne e del museo. In poco tempo è diventato uno spazio per tutti, nato e rivendicato dal momento che elemosinare una sala quasi ti fa perdere la voglia di allenarti. Non ci sono giorni ed orari fissi, basta seguire il gruppo su fb.

CALIFOSTIA e OSTIA STREET ROCKERS: due realtà incrociate che operano su Ostia. In questo caso non è rivendicazione territoriale, bensì un messaggio per la periferia romana contro il degrado e la disinformazione. Nella ricerca continua di collaborazioni con il comune, le crew organizzano street show in piazza, eventi, laboratori gratuiti e corsi per il litorale romano.

SHUT UP AND DANCE: una realtà che fa girare i migliori nomi dell’hip-hop mondiale a Roma. Spesso appoggiata al Centro Sociale Auro e Marco di Spinaceto, anno dopo anno è divenuta una possibilità per i romani che non hanno modo o volontà di spostarsi e possono apprezzare un grande evento vivo. Allo stesso tempo è un ritrovo per i ballerini più navigati con i colleghi da tutta Italia, un luogo di confronto con i partecipanti stranieri in casa propria.

REAL VIBES: cura il dietro le quinte dei maggiori eventi commerciali a Roma. Si pone come ponte sulla piazza di Roma per canali come MTV e lavori per i più svariati brand. Ha l’intelligenza di proporsi come agenzia per ballerini street, che magari accosterebbe maggiormente tutti ai meccanismi europei.

BOUNCE FACTORY: sede fisica della crew “Out Rule”. Questi ragazzi lavorano duro da anni ed hanno trovato la propria casa in zona Conca d’Oro. Propongono un percorso accessibile tramite audizione, che ti permette di ballare in un team e seguire lezioni specifiche in modo costante. Forse un po’ troppo monotematico, ma è una delle pochissime realtà completamente a sé stante che lavora sull’hip-hop.

N.OUGH: un team con un altissimo riscontro in Italia, perché si pone da subito come sovrastruttura di tante realtà. Con sede principale a Roma, i Nough credono nel made in Italy. Hanno una struttura organica, sanno dove e come farsi pubblicità e darsi valore, cosa questa che manca forse al 90% delle realtà italiane.

URBAN FORCE: la realtà più longeva di Roma. Punto di riferimento per il breakin’ e l’hip-hop in generale. Tra chi li ama e chi li odia, fanno tra l’altro parte di progetti legati al Communia, un Centro Sociale in zona San Lorenzo che spesso ospita eventi underground di vario genere.

RAW MUZZLE: altra crew di breakin’ più giovane, organizza un anniversario ai limiti della legalità al Ponte della Musica, che è anche una loro impropria sede e punto di allenamento. Propongono concept di battle e cypher molto alternativi ed intelligenti.

SWEAT DROP: BARO, FUNK POPE and CO. La creme de la creme dei nostri dj, così vicini eppure così irraggiungibili. In un hip-hop che cresce e pretende la sua selezione musicale, i nostri top dj li troviamo ogni venerdì in un locale di San Lorenzo per fighettini trentenni, che apprezzano una musica troppo buona di sottofondo.

KLANDESKILLZ: la realtà che forse ha dato il contributo maggiore alla scena romana. Piano piano si sono affiancati all’unica realtà che vantava l’onniscenza nell’hip-hop: il breakin’. A forza di esserci, hanno creato il precedente fondamentale: ballare per credere. In che cosa? Nella propria città: chi di nascita, chi di conquista.

BOX: un garage autogestito che negli anni è divenuto una casa comune per un giro ormai allargato di persone.
Gestito e fortemente voluto da Emiliano D’Angelo, aka Lilli, per sfuggire alla tirannia delle palestre, è ora diventato un posto per allenarsi, dipingere, passare una serata sul divano e scratchare nel nome del santo Dj Gruff.

 

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Categories: Experience, Special

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