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Quanto conta l’attitudine del bboy ed il modo di allenarsi nella stand up dance?
Dal mio punto di vista il bboyin’ è una delle migliori foundation per conoscere il proprio corpo, controllare l’equilibrio ed equilibrarsi. Si prepara il corpo ad esser pronto a tutto. E’ una delle migliori foundation per fare passi di flow e specialmente per sapere come spaccare. Solo un bboy sa veramente come spaccare. Anche negli altri stili è possibile, ma prima di spaccare bisogna raggiungere un certo livello.

Come ti alleni?
Dipende, al lunedì posso allenare la musicalità, il secondo giorno la creatività, il terzo faccio work out. Poi il giovedì lavoro sul freestyle cambiando musica velocemente, per essere in grado di uccidere ogni canzone e per vedere come il mio corpo reagisce alla musica, assorbendone il vibe e tirando fuori le mie skill. Dipende dal mio umore e da ciò su cui devo lavorare.

Cosa pensi del lato commerciale della vita di un ballerino?
Non credo sia una cosa negativa, poiché ad oggi poche persone riescono a mantenersi con la danza restando solo nella scena underground. Si tratta di non parlare solo con chi è underground, bensì di mostrare al mondo ciò che puoi fare, e se lo fai nell’ambiente commerciale è ok. Il lato negativo è la qualità delle cose commerciali, però così è la vita. Devi combattere per essere migliore ed essere ovunque, essendo in grado di adattarti e di esprimere il tuo stile per essere rispettato come ballerino. Quindi ci sta il mostrare al mondo ciò che sappiamo fare.

Wanted Posse a France’s Got Talent…
Per molti anni ci hanno chiesto di partecipare ed ora abbiamo trovato il tempo di farlo. Junior lo ha vinto e Yamson è arrivato in finale. E’ una buona esposizione ed è un buon modo per farci conoscere ai bambini ed alle nuove generazioni, poiché abbiamo iniziato molti anni fa, con i dinosauri (ahah). E’ semplicemente un buon modo per mostrare ciò che sappiamo fare, senza dover provare nulla. Lo usiamo per farci vedere da chi non ci conosce, è semplicemente una sfida per mostrare il nostro meglio. Quando si lavora in televisione ti viene richiesto di fare cose veloci, devi lavorare in modo diverso, essendo preciso e scegliendo attentamente cosa mostrerai sul palco. Devi essere intelligente e ricordare che stai ballando di fronte a persone che non capiscono ciò che fai e la cosa migliore non è semplificare, ma provare a parlare in modo universale con la tua lingua ed i tuoi accenti. Non importa se vinceremo o meno, ma se dovessimo vincere useremmo i soldi per creare una scuola. E’ uno dei nostri sogni. Una scuola dei Wanted, con insegnanti da tutto il mondo che ci piacciono e per poter trasmettere la conoscenza agli altri.

Fai parte della prima generazione di Wanted Posse. Ti sei mai ritrovato a discutere con quelli della nuova generazione su come vivono il ballo?
Certamente, la vita una volta era diversa, ora si hanno più opportunità, più scuole, maggiori possibilità di vedere competizioni internazionali. Ci sono numerose competizioni in Francia, Europa ed in tutto il mondo. Credo che questa generazione sia fortunata, ma che allo stesso tempo abbia bisogno di conservare la filosofia di quello che è l’essere ballerini. Un ballerino balla perché prima di tutto ama la musica, poi perché ama migliorare se stesso, lavorando duro per fare meglio. Un ballerino dovrebbe essere mentalmente aperto a catturare il buono che c’è in tutte le cose, da tutti gli stili. Ciascuno stile può essere un’ispirazione. In conclusione, credo che nelle nuove generazioni ci siano degli ottimi ballerini, specialmente le ragazze, che stanno lavorando sodo e migliorando molto. Viaggiando parecchio ho modo di vedere molta gente brava, in Russia, Giappone, Europa, negli USA ed in Olanda. Credo che dipenda anche dall’insegnante; quando uno studente vi fa una domanda, prendetevi il tempo necessario prima di rispondere, fate in modo che loro comprendano che bisogna lavorare sodo per diventare chi si vuole essere, che si balli per moda o meno. E non dimenticate i principi di vita, ciò che i vostri genitori vi hanno insegnato: il rispetto per gli altri, perché prima che ballerini siamo esseri umani. Per cui seguite il vostro percorso, seguite i vostri sogni e combattete per questo.

Hai preso parte a Streetdance 2; cosa pensi di questo genere di film? Ballerini forti come te hanno preso parte a questi film ed il livello della danza sta migliorando, ma per molti Streetdance Fighters resta il migliore di sempre, come mai?
Streetdance Fighters è stato il miglior film sulla street dance per il modo in cui è stato girato. Era grandioso. Il modo in cui hanno lasciato esprimersi i ballerini era più libero. Inoltre c’era più di un coreografo e c’era un buon vibe. Il film che ho fatto io è stato una grande esperienza, che mi è piaciuta perché ho incontrato ballerini di salsa, ballerini francesi e giapponesi come Kite. Il punto è che il miglior film possibile sarebbe diretto da un ballerino, poiché nessuno può tirar fuori il meglio dal ballo se non un ballerino o un artista. E’ una cosa molto difficile, perché tutti sappiamo che un video può prendere il 20% dell’energia di un ballerino e farla risplendere allo stesso tempo. Però credo che sia davvero difficile trovare un film veramente bello; non si tratta di soldi, ma di creatività. E se qualcuno riuscirà a risolvere questo problema, credo che molte cose cambieranno.

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