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Prima domanda di sempre: com’è iniziato il tuo percorso da Dj?

Nel 1999 ho visto un video musicale del rapper tedesco Spax e del suo dj, Mirko Machine. Ne sono rimasto estasiato, dopo averlo visto cuttare e scretchare mi sono interessato all’arte del djing. Ricordo di aver rovinato alcuni dischi ed il giradischi di mio padre!
Ancora non conoscevo la differenza tra il giradischi di casa e quello professionale.
Poco tempo dopo un mio amico mi ha portato al centro giovanile del paese dove tenevano dei workshop di djing, così finalmente sono entrato in contatto con questa disciplina.
Così conobbi anche con tutti gli altri elementi dell’hip hop: il workshop per dj si teneva nel seminterrato assieme agli mc, mentre ai piani superiori vi erano i bboys.
All’esterno c’erano i writer… Ho cominciato anche con il bboying, ma ho lasciato nel 2006 a causa della mancanza di tempo per allenarmi.
Così mi sono concentrato maggiormente su djing, spendendo tutto il mio denaro per comperare due piatti, un mixer e ovviamente dischi, dischi e dischi… Ho fatto molta pratica e sto ancora imparando.
Presto sono arrivati i primi ingaggi alle feste scolastiche, piccole jam locali fino a quando sono diventato il resident dj per un famoso club della mia città. Più tardi sono stato ingaggiato per altri party, jam più grandi in tutta la Germania, arrivando a viaggiare attraverso l’Europa con la mia passione.
Sono molto grato per tutto questo!

Non credi che attualmente la definizione di Dj sia confusa?
Cosa ne pensi dei “selecta Dj” di oggi?

Ad oggi, con tecnologie come Serato, Traktor o Controllers è facile diventare un “dj”. Prima di tutto questo dovevi comprare piatti, puntine, mixer, dischi e così via ed ovviamente era necessaria molta pratica: oggi l’unica cosa di cui si ha bisogno è un portatile ed un software per “suonare”.
Non fraintendermi, apprezzo il progresso della tecnologia per dj, ma non ci si deve assolutamente dimenticare delle skills, della tecnica e dell’arte.
Ho visto molti (troppi) ragazzi “a caso” che hanno la strumentazione ma non l’abilità. Forse credono che con l’attrezzatura automaticamente si possa essere definiti dj! Io credo che il lato di negativo di tutto questo siano i molti organizzatori e le persone a cui non importa di abilità ed arte finché le tracce sono ok.
Ma c’è ovviamente ben di più che mettere play e stop alle tracce: il dj ha il potere di costruire un’intera atmosfera di un evento o di un party.
Per questo deve conoscere esattamente quand’è il momento di suonare questa o quella canzone! Inoltre devi saper “leggere” la folla, affinché la musica si accordi perfettamente con quel dato momento.
A tutto questo va unito il modo in cui si sfumano le tracce, che tipo di transizioni e scratch si fanno. Quindi si, le canzoni sono importanti, ma anche il “come” lo è!
Sono certo che si sentirà sempre la differenza tra un dj che conosce il “come” e un cosiddetto “selecta dj” che non lo conosce!
Serato & co. possono essere un aiuto ma non sostituiscono l’esperienza delle skills e la conoscenza della musica.

Cosa ne pensi della discussione “suonare gli stessi beat electro-strumentali per i battle di hip hop e di poppin”?

Ho un modo di dire: un buon ballerino può ballare su qualsiasi beat!
Ma si, posso capire la discussione, anche se credo che nel 2013 i confini ristretti dei diversi generi siano stati abbandonati.
In particolare è cambiata la musica nell’hip hop ed in alcuni casi è diventata sempre più sperimentale. Altre volte il beat consiste solo in battiti di basedrum, cosa che attualmente è conforme anche al poppin’.
Ci sono beat che non si possono definire solo poppin’ o solo hip hop, in quel caso non avrei problemi a suonarli anche in un battle di poppin’.
Ma non suonerei lo stesso beat per entrambe le categorie allo stesso evento. Deciderei se metterlo per l’hip hop o per il poppin’.
Per quanto mi riguarda, preferisco i beat poppin’ che potrebbero essere “elettro-strumentali”, ma che hanno quella sorta di funk: quella melodia che li rende funky, ma che ancora non si potrebbe definire hip hop in ogni caso.

Che significato ha per te la musica?

La musica è sempre stata una grossa parte della mia vita. Mio padre suonava la chitarra, mia madre a casa cantava al karaoke e mia sorella ha imparato a suonare il piano ed il flauto. Così ho iniziato a suonare la tastiera e più tardi il pianoforte. Ascoltare e suonare musica è come un balsamo per l’anima e la mente. Ad esempio, è magnifico quando senti una canzone che ti riconnette ad alcuni ricordi. Per me fare musica o semplicemente ascoltarla è come ballare: mi fa sentire libero.

Credi sia giusto per il presentatore di un evento criticare (durante il battle) la musica suonata dal Dj al punto di interromperlo? Ti è mai capitato?

Credo che in qualche modo la colpa sia dell’organizzatore, perché per quale motivo dovrebbe ingaggiare un dj che non sa come e cosa suonare durante un battle?! Lo stesso ragionamento va applicato quando il presentatore o l’organizzatore vuole che tu suoni una canzone diversa. Di nuovo: perché dovresti assumere un dj ed il suo repertorio se nemmeno ti piace?
Di conseguenza non credo sia giusto dare la colpa al dj e credo sia irrispettoso screditarlo di fronte al pubblico.
Fortunatamente non mi è mai capitato, e spero non capiti mai.
Sicuramente a volte capita che i ballerini si lamentino della mia selezione in questo o quel battle (la maggior parte delle volte quando perdono, ahah!). Credo che questa sia tutt’altra questione, perché i gusti musicali sono semplicemente differenti e non è possibile accontentare tutti. Ci sarà sempre qualcuno a cui non piacerà quella canzone..

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Categories: Guest, Music

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