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Nel mondo hip hop è abbastanza comune avere un nickname, una tag, un nome d’arte.
Nel mondo dei non udenti ognuno ha un nome segnato; è un nome che ti scegli o che ti viene attribuito, un tratto specifico, una caratteristica. Io, per esempio, sono “F coi ricci”; corrisponde ad una specie di OK accanto al viso, mentre la mano si chiude a spirale.

Ogni membro della nostra crew Piedi in Movimento ha un nome danzato, un passo che lo contraddistingue, al quale è incorporato il nome segnato. Uno step per chiamarsi, una danza per comunicare, una coreografia che parla di noi, che racconta che per noi questo progetto è divertimento, integrazione, arricchimento, scoperta, ridere, improvvisare. E che lo facciamo con stile.

Quando ho chiesto ai ragazzi quale fosse il loro obiettivo, Justin mi ha risposto: “Fare il culo ai Twins!”. Ho pensato: “Oh cielo anche qui!”. Luca fa rap. In segni. Ethel per anni ha fatto i campionati di rock’n’roll acrobatico. Shukri è danzaterapeuta e ballerina di danza africana semi-professionista. Nessuno di loro può sentire la musica. Del gruppo fanno parte anche quattro ragazze udenti, ma da fuori davvero non c’è alcuna differenza.

L’associazione Mani in Movimento ha scelto me perché conosco la L.I.S. (Lingua dei segni italiana, ne ho conseguito il terzo livello parecchi anni fa), perché siamo amici e stimano le mie capacità, ma anche perché questi ragazzi sentono l’hip hop vicino.

È una cultura in continua evoluzione, è libera e si presta alla sperimentazione. Mi sono resa conto che moltissimi passi hip hop sono di fatto dei segni iconici, caratteristica che avvicina già tantissimo la danza alla loro lingua. Partendo dallo stesso principio, ho sostituito alcune strutture di base con un gesto più didascalico-narrativo o con un vero e proprio segno, fondendo così elementi linguistici e coreografici.

Questa ricerca ha suscitato interesse anche in altre città. Siamo stati invitati ad esibirci in diversi contesti e addirittura saremo presenti al BOFF, festival di cinema indipendente a Bologna, perché Andrea Amadei e Carolina Crespi presenteranno in anteprima il documentario che stanno realizzando sul nostro progetto. Condividendo con noi la passione, la curiosità ed i tentativi di capire i confini del ritmo, oltre il silenzio.
www.therhythmbefore.wordpress.com

Federica Loredan

Categories: Experience, Special

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