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Versace, Armani, Dolce & Gabbana… e potrei continuare: l’Italia è conosciuta in tutto il mondo per alcuni marchi, tra cui questi. È però meno noto ai più che, per scelte legate ai costi produttivi (però poi quanto li pagate?), in questi anni un po’ tutti sono diventati Made in China. Qualcuno lo è addirittura da sempre. Non lo nascondo: la cosa mi rattristava. Imperfetto. Vengo al dunque. Per una questione di età, ho vissuto diverse “epoche” a livello di abbigliamento. Come qualcuno di voi, provengo dai primi anni ‘90, quando se si faceva parte del “movimento” hip hop in Italia era un must avere felpa Int-Row, baggy Broke e giubbino Thom Gotti. Tutto rigorosamente Made in Italy. Ovvio, certi capi costavano, ma Dio solo sa che valore avessero per chi li indossava. A maggior ragione facevano sentire parte di qualcosa. Poi vennero anni bui, in cui imperversarono brand americani – tutt’ora in voga, tutti però Made in China o Vietnam – di ogni tipo. Noi stessi abbiamo virato verso quest’ultimi, spinti da tante nuove motivazioni spesso emulative nei confronti di artisti americani. Inoltre tutti i marchi italiani streetwear erano falliti o comunque si erano arresi al cambiamento. Questo fino ad un paio d’anni fa. Quindi è con orgoglio nazional-patriottico che ora posso annunciare il ritorno dell’Italia. L’ultimo triennio ha visto infatti la rinascita grandiosa di Broke Clothing, la continuità del progetto Malas, la novità dei marchi Iuter e Monoty Clothes. Tutto veramente bello, tutto prodotto in Italia. A Broke Clothing credo appartenga la migliore jeanseria mai vista prima con lavaggi bellissimi – come da DDistressed del modello Ranger – e vestibilità particolari come la Twist nel modello omonimo o la Hammer-Fit nel pantalone Hipster. Capi da adulto, imperdibili per gli amanti. A Iuter vanno invece accreditate le novità più eclatanti degli ultimi tempi: t-shirt con stampe e grafiche quasi sfacciate, felpe con fantasie e tonalità di colori smodate. Quello che il nuovo consumatore chiede e che il vecchio ha accettato di buon grado, nell’orbita dell’evoluzione di settore. I modelli Beach Tee e Octopus Hoodie ne sono un esempio lampante. Altro marchio da segnalare è Monoty Clothes, in uscita con collezioni interessantissime ed al passo con le richieste di mercato. Broke Clothing, Iuter, Monoty Clothes… e potrei continuare! L’Italia sarà riconosciuta in tutto il mondo per certi marchi. Statene certi.

Categories: Dress Up

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