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Non c’è che dire, il Juste Debout 2013 non ha tradito le aspettative e dal lontano 2002 ne ha fatta di strada!
Continua infatti ad essere l’evento più ambito da tutti gli Stand Up dancers, soprattutto quelli di ultima generazione. Salire su quel cerchio, in mezzo a 18.000 persone, rappresenta per tanti il coronamento di un sogno. Così le emozioni che si vivono quando il proprio nome viene pronunciato e si entra nell’arena vanno a comporre un ricordo indelebile.

Il JD 2013 si apre il sabato con le preselezioni francesi nella splendida cornice dell’Hotel De Ville, per completare il tabellone dei 16 finalisti che si contenderanno i vari titoli di specialità. Il pubblico ed i partecipanti, rispetto alle edizioni precedenti, non sono molti ma del resto – dopo 14 selezioni mondiali e con solo 2 posti disponibili per categoria – non si può pretendere il contrario.
Tutto ok fino all’irruzione nell’Hotel De Ville di Slick Dog più discepoli e cameraman personale, vestiti con t-shirt G-STYLE ed intenti a farsi largo tra pubblico e ballerini, confusi tra risate e incredulità.
(guarda il video sul tuo iPad scaricando gratuitamente l’applicazione su App Store)  

Alla fine il tutto non è altro che una provocazione G Style nei confronti degli Electric Boogaloos e di tutti quelli che preferiscono gli EB Style. Inevitabile lo scontro con i francesi: da una parte Los Kassos (Franqey e Nelson) & co., dall’altra i G Style con Slick Dog, che incita ed urla nei confronti dei francesi. Il risultato è un cerchio sempre più pericoloso e caotico. Si tratta di un ulteriore episodio nella triste e ridicola guerra che sta dividendo da tempo il mondo del poppin’, fra G ed EB style, che porterà le sue parti a confrontarsi – senza utilità e senso – su quale sia lo stile migliore. Ma, soprattutto, inasprendo i rapporti all’interno della scena.

Tornando al JD, lo spettacolo della domenica si apre con uno splendido gioco di immagini proiettate sul tendone bianco che copre il palco e con altrettante meravigliose esibizioni di ballerini e musicisti. Da sottolineare quella – stratosferica – di Bboy Pocket. La chiusura è riservata alla performance di una ballerina classica della Compagnia di Montalvo, che si esibisce su di un beat hip hop. Molto bello il rispetto e la reciproca considerazione fra i due mondi, cosa che in Italia non si riscontra nell’ambiente classico. Opening act da 10 e lode, pelle d’oca.
Dopo lo showcase del rapper francese Kery James e la sfilata delle nazioni si aprono i battle, alcuni entusiasmanti, alcuni no. Prima delle finali arriva il bellissimo e potente show dei Wanted.

Ecco i vincitori del JD 2013:

  • Hip Hop – Fabrice & Ice (FRA)
  • House – Adnan & Ukay (GER)
  • Poppin’ – Greenteck & Popping Ness (CAN/USA)
  • Lockin’ – PLock & Jimmy Soul (FRA)
  • Experimental – Gil Arazzi Gomes Leal (OLA)
  • Top rock – Bailrock (USA)

Non posso che fare i miei più sentiti complimenti a Bruce perché, per quanto si vogliano trovare lacune, organizzare un contest di questa portata è cosa non semplice e – che vi piaccia o no – lui è riuscito a creare l’evento più importante al mondo insieme al BOTY International. Perciò, cari miei, chapeau a Monsieur Bruce Ykanji.

Senza mancare di rispetto all’evento, non si può però essere soddisfatti del lavoro della giuria, alquanto superficiale e con dubbi verdetti: una sfida è stata ripetuta per un sospetto errore di votazione. Viene da chiedersi: se gli interessati non fossero stati Kapela e Serge, Mamson avrebbe ritrattato sul voto?
Si deve, ahimè, sottolineare dunque la tendenza dei giurati a favorire la propria nazione, anche in modo plateale: Wong nei confronti degli Originality (la sua crew), Bruce nei confronti dei belgi. Infine Hit Masterfish nei confronti degli americani, a cui non ha mai votato contro, tanto da sollevare in qualche sfida i 18 mila in un boato di fischi. Voto alla giuria del JD 2013: 4!!!

Un’altra critica riguarda la sfilata delle nazioni partecipanti: veder portare la bandiera nazionale da chi non fa parte di quel paese ritengo sia di cattivo gusto. Basta dire che sono i vincenti della selezione in quel paese. Due russe che ballano per l’Italia non si possono accettare.

Il mio elogio va infine agli italiani presenti alla competizione: Shorty e Sasà nel Poppin’, Smile nel Top rock. Sentitissimi complimenti per i risultati: due semifinali che fanno sicuramente storia, in cui i nostri sono stati battuti da nomi illustri del panorama internazionale. Sono veramente fiero di questi tre ragazzi made in Italy, che hanno difeso e portato in alto la nostra bandiera. Ora, ovviamente, tutti salgono sul carro dei vincitori, anche se spero che questa cosa succeda nella buona ma anche nella cattiva sorte, perché il sostegno non lo si dà solo in occasione dei successi.
Quando vedo scritte cose come “ora l’Italia c’è”, sorrido e puntualizzo: l’Italia c’è, c’è sempre stata e ci sarà sempre!
Un esempio: sono anni che Smile rappresenta l’Italia e si sbatte sul floor ovunque. Come lui, tanti altri. L’elenco che potrei fare dagli anni ottanta ad oggi è lungo, perciò ribadisco con fierezza che l’Italia c’è, c’è sempre stata e ci sarà sempre! Il problema, forse, è che qualcuno la vede solo ora.

Un saluto a tutti
Kris

Categories: Report, Special, World Jam

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