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mar 22

AllStyle

..precursori dell’attuale scena Stand Up di Torino/Milano

Sebbene non partecipiate più a battle come crew, il rispetto nei vostri confronti è sempre in aumento.

I veri pionieri sono NextOne a Torino, Memè della Natural Force, Dj Enzo e Dj Elektro a Milano, non noi. Sappiamo che posto ricopriamo all’interno della scena italiana. Piuttosto ci reputiamo dei collanti tra vecchia e nuova generazione. Per noi il rispetto viene prima a livello umano e poi a livello artistico. Senza il primo, il secondo ha poca importanza. Non sentiamo di godere di tutto il rispetto che si dice e non è detto che a livello artistico si debba essere rispettati da tutti; tanto meno lo desideriamo. Sentiamo la fortuna di aver trovato le forze, gli stimoli, l’ispirazione e di esserci rinnovati in modo da poter lasciare qualcosa alle generazioni future. Siamo contenti di vedere che il livello italiano è cresciuto; rimane comunque molto da fare nell’ambito culturale.

Meno battle e più scuole (molti di voi ne hanno una); è questa la maturità dell’artista?

Il battle oggi sembra essere l’unico mezzo per esprimersi, ma non è così per noi e tanto meno la scena è solo quello. La crew ha un’età media di 34 anni, i primi battle inerenti la stand up dance arrivarono in Italia intorno al 2004/2005. Già in quel periodo eravamo in una fase matura della nostra vita. Oggi ognuno di noi ha famiglia, alcuni addirittura dei figli, quindi ora ci sono altre priorità. Questo non vuol dire che ci sentiamo fuori dal meccanismo. La domanda nostra è: il battle può essere l’evoluzione dell’artista? Il concetto di street dance/lavoro è venuto allo scoperto molto tardi in Italia, così quando arrivarono delle proposte concrete da parte di tv, casting, etc., per molte di esse noi eravamo già vecchi, pur avendo fatto quel tipo di esperienze. La voglia di continuare, di diffondere i principi culturali di quest’arte – ed avere uno stile di vita ben preciso e realizzato anche nel privato – ci hanno portato ad intraprendere questa strada. È una questione di scelte.

Avete mai pensato ad un AllStyle Junior?

Abbiamo pensato in passato ad una nuova generazione AllStyle, anche se mai seriamente. È una ricerca che non ha mai avuto successo. Il motivo risiede nel fatto che la cosa non è mai avvenuta in maniera naturale. Per noi è fondamentale il discorso fiducia-amicizia, questo modo di fare a volte ci ha fatto apparire chiusi nei confronti di molti giovani. Ci teniamo a precisare che se vedessimo certi requisiti – e soprattutto dei meriti – a livello umano, saremmo i primi a dare quest’occasione, consapevoli che questo confronto porterebbe solamente nuovi stimoli alla crew. È il disinteresse verso l’aspetto culturale che crea una grande spaccatura. Oggi ci sentiamo di poter dire ancora la nostra e poter far bene anche senza una new generation.

Siete molto uniti e discreti, non usate parole come ‘Fra’ e ‘Bro’: maturità, background o equilibrio?

Viviamo questa cosa serenamente, non abbiamo l’esigenza di essere migliori di qualcun altro, ma essere piuttosto delle persone migliori e di migliorarci nel tempo. Lasciamo che il nostro percorso sia naturale, senza portare stress nella crew. Questo ci ha permesso di essere longevi nel tempo. Le persone allontanate o che si sono allontanate l’hanno sicuramente fatto in seguito ad un processo nato da entrambi. Siamo adulti e senza farci troppi problemi affrontiamo le questioni guardando in faccia la realtà. Le strade si uniscono e si dividono, è tutto naturale! Non usiamo certi termini sopracitati perché non rientrano nel nostro modo di fare, perché spesso questo slang è molto ‘gonfio’ e di conseguenza finto! È come fare pose senza avere attitudine.

Quanto è importante per la scena italiana che esista/inizi/ricominci una comunicazione tra generazioni?

Equivale a dire quanto sia importante che un padre ed un figlio riescano a comunicare. Purtroppo anche l’esterofilia che regna in Italia non dà la giusta credibilità alle vecchie generazioni, pur condividendone concetti ed esperienze. Oggi si è sempre più interessati a sapere la storia della scena originale dimenticando la nostra, cosa che è invece fondamentale per ritrovare un’identità nel panorama internazionale. La mancanza di rispetto peggiora il problema comunicazione, allontanando maggiormente le generazioni. Il confronto è necessario per crescere insieme. Oggi la possibilità autonoma di ottenere molte informazioni da internet rende più veloce lo scambio delle stesse, ma annulla quasi totalmente lo scambio ed il rapporto umano: tutto è sempre troppo ‘individuale’. Di conseguenza non si sente il bisogno di dire grazie a nessuno.

Categories: Special Crew

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