IT     EN

Puoi spingere il tuo corpo fino a limiti estremi. Come ci riesci e fino a dove vuoi arrivare?

Spingermi al limite è una sfida per la competizione e non appena il dj mette la musica, la musica fa si che io mi spinga al limite. Prima del contest faccio riscaldamento e stretching. Quand’ero giovane non me ne rendevo conto e non mi riscaldavo troppo. Il breakin’ ha fatto si che i miei muscoli si sviluppassero, però l’età avanza – ora ho 33 anni – ed i tuoi muscoli hanno bisogno di riscaldamento. Con il Cirque du Soleil ho imparato a fare un riscaldamento più importante e come disciplinarmi. Ho lavorato con un coach che mi ha insegnato degli esercizi veramente estremi al fine di migliorare le mie abilità, la mia resistenza ed il controllo di ciò che faccio.
Il consiglio che do è: create il vostro allenamento passo per passo, mangiate sano e se volete spingere oltre il vostro livello, allora sappiate che dipende solo da quanto credete in voi stessi. Se non credete in voi stessi allora non succederà nulla. Spesso lo stress ci opprime, ma sia che abbiate 1 o 15 anni di esperienza, tutto viene da ciò in cui credete.

Come artista tu combini la tua identità hip hop con le performance nei tv show, oppure con il Cirque du Soleil. Una sorta di doppia vita….

Prima del Cirque di Soleil stavo lavorando alla mia carriera. Insegnando, allenando, partecipando ai battle e ad alcuni tv show. Ho anche creato il mio show personale, sviluppandolo in funzione di teatri e cabaret. Se vuoi restare in gioco nel business devi creare uno show che si accordi con ogni elemento del business, al fine di poter andare avanti. Per quel che riguarda il Cirque du Soleil, avrei dovuto conoscere Michael Jackson, ma gli imprevisti della vita hanno cancellato l’incontro che sarebbe dovuto avvenire in Francia e poco dopo lui è morto. Però, un paio di mesi più tardi, il Cirque du Soleil mi ha contattato e così ho realizzato che non si poteva trattare di una coincidenza; era IL MOMENTO ed ho sentito di doverlo fare. Perciò ho deciso di prendere parte a questo show e di uscire dall’hip hop per un anno. C’è una enorme differenza rispetto a quello che avevo fatto fino a prima e quest’ultima esperienza. Quando ti trovi in una grande produzione come il Cirque du Soleil c’è molto lavoro da fare: allenamenti da mattina a sera. Inoltre, dopo le prove, ci insegnavano come truccarci da soli. Il lato negativo di trovarsi in una produzione di tali dimensioni è che se oltre allo show non ci si allena anche nella propria danza, si perde parte di quello per cui si è lavorato fino ad ora. Allo stesso tempo si ottengono un sacco di nuove skills. Si impara come usare lo spazio scenico e come gestire il pubblico.
In questo show sono un mimo che interpreta la linea rossa di collegamento di tutta l’eredità di Michael Jackson. Devo esprimere le mie emozioni dando un senso alla musica ed alle parole di Michael, attraverso i movimenti del mio corpo.
è stato un lavoro duro. è molto più che ballare, perché devi mettere la tua vita e le tue emozioni sul palco, a disposizione del pubblico. Un esempio: in “Man in the Mirror” vi sono due momenti in cui vado molto vicino al pianto, perché non si tratta di recitazione. Se lo si recita, lo si finge. Ma se ci entri dentro e ci credi, riesci ad esprimerlo.
Dopo 15 mesi ho deciso di tornare al mondo della danza, avevo bisogno di comunicazione e condivisione con le persone.
Avevo bisogno di scambiare esperienze con le nuove generazioni, perché è così che si evita di limitare l’evoluzione dell’hip hop.
Questo è il modo in cui si cresce.
Non parlo solo della danza. Quando insegno dico sempre: “Non è solo questione di ballare, ma di come rispetti te stesso, di come tratti i bambini e gli altri ballerini”.
Se insegni male, allora crescerai male. Se insegni nel modo giusto, con la giusta educazione, crescerai bene. Se educhi uno studente nel giusto modo, prenderà tutto ciò che puoi dargli, lo svilupperà e probabilmente lo condividerà con altre persone.
Questo è il modo di tenere vivo l’hip hop, un passo alla volta.
Molte cose sono cambiate. L’industria musicale, il modo di vestire. Se ci si guarda in giro, la situazione è drammatica.
Mi riferisco al modo che hanno di vestire le ragazze, praticamente non indossano nulla… e se penso alla mia sorellina ed a cosa le potrebbe succedere… La gente beve un sacco, si tatua un sacco. Per cui se non ci si circonda di brave persone, se non ci si prende cura di sé e non si continua a costruire la cultura hip hop, le cose si faranno veramente dure.

Il Cirque du Soleil ha cambiato il tuo modo di ballare e di allenarti?

Come ho detto in precedenza, la preparazione è stata dura. Non ho mai ballato al mattino prima di questa esperienza. Come si possono fare poppin’, lockin’ e breakin’ al mattino? I muscoli hanno bisogno di tempo per abituarsi. Alcune persone imparano a ballare al mattino nelle scuole, ma io ho imparato tutto dalla strada. E non si va certo in strada di mattina. La notte per me è il maggior momento d’ispirazione. Il Cirque du Soleil mi ha dato un’assoluta disciplina e sono molto grato di questo.
Per quel che riguarda il mio modo di ballare, vi erano dieci coreografi coinvolti nella creazione dello show “Michael Jackson: The Immortal Tour” e la mia più grande ispirazione è stato Travis Payne (il coreografo di Michael Jackson, ndr). Dopo la morte di Michael, si può affermare che Travis Payne sia l’unico uomo al mondo a conoscere esattamente ogni singolo passo di Michael Jackson. Ho passato 10 ore ad imparare i passi di Michael, e sapete cosa mi è successo? Per giorni ho avuto dei dolori fortissimi in numerose parti del mio corpo. Questo perché non ero abituato a quelle posizioni. Quando ho iniziato ad imparare i passi, non volevo essere la copia di Michael Jackson, ma volevo usarli nei battle, ballando house o lockin’. La cosa che più mi ha ispirato di Michael è il fatto che lui ha imparato tip-tap, lockin’, mime e poppin’ ed attraverso tutto ciò ha creato le proprie doti, da solo. Ho visto alcuni video privati di Michael Jackson, immagini inedite al pubblico. Non posso dirvi cos’ho visto, ma la ragione per cui quei video mi sono stati mostrati è perché ero l’attore principale e dovevo conoscere meglio Michael. Quando si fa uno show, si ripetono le stesse cose ogni giorno, ecco perché prima ho detto che bisogna allenarsi oltre lo show. Quando sono tornato a fare i battle ho potuto constatare che i giovani hanno fame, ma non tutti comprendono il feeling con la musica, io invece voglio essere la musica. Quando ballo non sono più Salah, voglio essere la musica. A volte ballo sulle parole, a volte tiro fuori il mio lato femminile. Questo non significa che farò finta di essere una donna ma che userò ogni elemento del mio corpo nel giusto modo, poiché è così che il mio modo di ballare migliorerà. Ecco perché, mentre ero al Cirque du Soleil, ho continuato ad allenarmi comunque e tanto.

  • Print
  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Google Bookmarks
Categories: Guest

Comments are closed.

  • Facebook
  • google plus
  • Twitter
  • RSS
  • Delicious
  • Roc n. 21721