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quando nessuno più ne parla

Siamo stati in quel di Mirandola, a cinque mesi di distanza dalle scosse del 20 e 29 maggio 2012. Il motivo? Incontrare Alessia Goldoni, che tra le difficoltà più estreme sta rilanciando Les Arts. Nel silenzio di eventi che non fanno più clamore, tra promesse non mantenute e la forza di una comunità che vuole risollevarsi.

Alessia, innanzitutto come stai?

Da un certo punto di vista meglio, da un altro invece serve tanta forza per andare avanti. La quotidianità ci impone di trovare soluzioni, senza perdere tempo in lamentele o dubbi. Dopo le scosse di maggio io sono scappata con i miei gemellini (Emma e Mattia, di 4 mesi all’epoca del terremoto, ndr). La mia scuola è crollata, tutto il lavoro, l’energia e l’entusiasmo di una vita sono venuti meno. Sono stata lontana da Mirandola per due mesi e mezzo, mentre qui crollava tutto, la gente se ne andava, alcune mie collaboratrici hanno perso la casa ed ogni ricordo. Abbiamo perduto gli amici, il lavoro; sembrava la fine del mondo. Io in quei momenti ho pensato solo ai miei due figli ed a proteggerli. Ho dormito vestita per venti giorni.
Fondamentali sono stati i miei ragazzi di Les Arts. Quando ad agosto li ho rivisti mi hanno trasmesso serenità ed entusiasmo, sebbene molti di loro vivessero nei containers. A quel punto mi sono detta: adesso ricominciamo veramente.

Cosa resta dopo la speculazione mediatica?

Il silenzio, le promesse non mantenute, ma soprattutto l’orgoglio e la forza di un popolo che ha voluto alzare la testa. Nell’ambito dell’hip hop gli unici a far qualcosa per me sono stati Frank Provvedi, The Week e la Cruisin’, che in modi diversi hanno creato delle attività per sostenermi.
Riprendere è stata durissima. Perdere la mia scuola (non sono più tornata a vederla per non stare ancora più male), il nostro nido – un luogo di incontro e condivisione per tutti – ci ha messo in una condizione di precarietà non da poco, tralasciando gli affitti che sono aumentati vertiginosamente. Attualmente lavoriamo in due luoghi quasi contemporaneamente: Spazio Fitness e Tennis Club La Marchesa. Basti pensare che ogni martedì e giovedì finisco di insegnare allo Spazio Fitness alle 18 e dovrei già essere alla Marchesa (ci sono 3 km di distanza, ndr). Per questo motivo, Alessio e Arben ed altri allievi in dieci minuti devono montare una sala su un campo da tennis; quindi ‘tirare’ il linoleum, pulirlo dalla polvere del campo, spostare due specchiate da dieci metri, settare casse ed impianto audio. Il tutto per poi smontare di nuovo alle 22 e lasciare spazio alle attività del luogo che ci ospita. Ormai  è insostenibile, infatti per il 2013 abbiamo trovato una nuova location a pian terreno per Les Arts. Servono grossi investimenti e l’erogazione di mutui da parte delle banche non è cosi semplice.

La comunità Les Arts come ha reagito?

Noi siamo realmente una famiglia. I ragazzi mi hanno infuso gioia e positività, sebbene l’anno scorso non sia nemmeno stato possibile fare il saggio finale. Alla prima lezione avevo tre alunni sui ventidue dell’anno precedente. Poi sono aumentati: cinque, poi quindici e gradualmente sono ritornati tutti. Ci hanno raggiunto anche ragazzi nuovi. Purtroppo i più grandi, che devono rimboccarsi le maniche per sostenere la propria famiglia, non vengono più o vengono molto meno. Ad alcune ragazze in difficoltà ho dato io delle borse di studio. Ma una famiglia non è vincolata alla frequentazione di un corso di hip hop. I ragazzi si sacrificano, vengono, si spostano. I genitori, non avendo noi una sede, aspettano in macchina o sulle panchine. è triste, ma se vai oltre l’apparenza del momento è meraviglioso vedere questa voglia di ripartire. Anch’io, come ballerina, dopo un parto gemellare, un terremoto ed il collasso della mia scuola, in cinque mesi mi sto rimettendo in forma (le donne mi capiranno) per essere più competitiva di prima. La danza è la mia vita!

Vuoi aggiungere qualcosa?

Voglio ringraziare il mio compagno Alessio, mia madre e la mia famiglia per tutto l’aiuto che mi stanno dando, sia come mamma che come proprietaria di una scuola. Ringrazio le persone che si sono fatte sentire e che mi hanno sostenuto in questo periodo. Penso a Carlos, che nel corso dell’estate è stato molto presente con i miei allievi in varie iniziative. Penso a Mommo, che mi ha chiamato spesso, alla mia amica Vittoria Pacotti, Torino ha ‘adottato’ Mirandola in questa brutta avventura.
Preparatevi, perché in primavera ci sarà un evento a sfondo benefico per Mirandola e Les Arts. Mi piacerebbe che un po’ tutta la scena si muovesse in nostro sostegno, come forse non ha ancora fatto.

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Categories: Hip Hop School

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