IT     EN
nov 22

De Klan

Italian breakin’ crew, still in the street

Perché avete deciso di trasferirvi nella capitale e vivere solo di breakin’?

è stata una scelta dettata innanzitutto dal nostro amore incondizionato verso il bboying. Nel 2008, tramite alcune conoscenze ed agganci che avevano a Roma, i tre membri originari del gruppo – Kacyo, Rohan e Walrus – volevano creare una sorta di crew altamente competitiva proprio nella capitale, gestita da un manager con un marchio ed una propria linea di abbigliamento.
L’idea era quella condividere qui a Roma una casa tutti insieme, ballare insieme e lavorare con il ballo insieme.
Purtroppo questo progetto è sfumato per divergenze con la gestione ed il management. Vi sono state promesse non mantenute e quella che doveva essere una vera e propria crew in realtà era un team.
E spesso il team a lungo termine non funziona. Kacyo, Rohan e Walrus si sono ritrovati a dover affrontare la vita lontani da casa e ce l’hanno fatta, grazie ai successi in numerosi contest ed all’assiduità con la quale hanno portato avanti street show nelle strade del centro di Roma.

Siete attualmente la crew di breakin’ più forte in Italia. Come siete arrivati in cima e cosa vi aspettate per il futuro?

Effettivamente dal 2008 a questa parte il gruppo si è imposto spesso nel nostro paese. Pensiamo solo al Battle of the Year Italia, con quattro vittorie consecutive e al 5°posto al BOTY international 2012.
Questa serie di successi ci ha portato ad avere alcuni rapporti lavorativi importanti con marchi come G-Shock della Casio ed apparizioni in televisione, per fiction e prodotti mediali simili.
Per il futuro, auspichiamo che ci venga semplicemente riconosciuto il giusto merito come crew professionale.

La crew e la sua espansione numerica nel tempo.

Da tre membri ci siamo voluti allargare a sei per diverse ragioni, prima fra tutte quella di poter meglio affrontare alcune tipologie di competizione, che richiedono un maggior numero di partecipanti per ogni singola crew. Questo sia per quanto riguarda prodotti coreografici che veri e propri battle.
Non è assolutamente una questione di alleanza tra bboys forti, perché questo darebbe vita alle dinamiche tipiche di un team e, come già detto, il team spesso non funziona.
Di frequente infatti le persone che ne fanno parte non hanno un vero e proprio legame affettivo.
Il nostro gruppo ha dunque accolto Manfr, Blinky e Primizio (l’unico di Roma) attraverso gli street show ed altre esperienze condivise, che ci hanno portati al Battle of the Year Italia 2010 con la coreografia di SuperMario.
Quest’anno infine siamo passati da sei ad undici, attraverso la fusione con Knef Crew di Napoli: Rota, Deflow, Kein, Zoe e Matthew. è stata una scelta dettata da un legame di amicizia che unisce tutti i componenti e dalla volontà di offrire veramente qualcosa che abbia un forte impatto, a livello di battle e di show.

Show & battle. Due mondi distanti?

Noi abbiamo sempre voluto cercare di proporre la breakdance Made in Italy a 360°, quindi facciamo entrambe le cose. Coreografie e sfide in parte sono simili e per alcuni aspetti preferiamo le coreografie, mentre per altri le sfide.
Avendo scelto di essere il più possibile versatili con questa danza, non ci facciamo molti problemi a creare prodotti a tema e veri e propri show, ma ovviamente – dato che la sfida resta uno dei cardini del bboyin’ – non ci tiriamo certo indietro su quest’ultimo versante.

I De Klan, una delle poche crew che si allena ancora per strada.

La strada è una palestra. Ipotizziamo che la strada sia la propria terra d’origine o la propria madre. Immaginiamo ora che una palestra, una sala od un teatro siano il luogo dove un figlio si sia trasferito.
Quando il figlio può, torna sempre da ciò che ama, come la città d’origine o la propria madre.
Ecco perché non vogliamo abbandonare la strada, né oggi, né domani. Infine non dimentichiamo dove questa danza è nata. Nonostante questo, il Lanificio Factory ci offre una sala dove quotidianamente ci alleniamo tutti insieme.

Passione e lavoro, underground e commerciale, strada e tv. Possibile conciliare il tutto?

Si, è possibile. Anche quando il mainstream ed il commerciale piegano il bboy alle logiche del business.
Questo perché guadagnarsi da vivere deve essere un diritto e se il mainstream è un mezzo per ottenere questo, non ci vediamo nulla di sbagliato.
Inoltre è molto importante capire una cosa: non è questione di underground o commerciale, piuttosto di fare le cose bene o male.
Se uno tende a fare le cose per bene, non ha importanza in quale segmento del mercato esse siano collocate. Rimangono comunque cose fatte bene.

Obiettivi e progetti per il futuro?

Di certo siamo molto felici per il 5° posto al livello mondiale ottenuto il 17 novembre al BOTY 2012.
Noi vorremmo che all’estero si comprendesse che anche l’Italia ha qualcosa da offrire nella scena del bboyin’ internazionale.
Vogliamo che De Klan possa superare i ‘picchi’ fissati dall’Italia sulla scena mondiale che, a nostro avviso, sono quelli del BOTY 1995, quando i nostri connazionali si imposero con i francesi The Family.
Non dimentichiamo nemmeno i Break the Funk ed il loro successo come miglior show coreografico nel 2004, grazie al quale entrarono nei contest.
Come progetto a lungo termine ci sarebbe la voglia di creare a Roma un luogo di incontro stabile, per evolvere la scena del bboyin’ attraverso jam, stage, contest e corsi, al fine di portare più in alto il nostro Paese sulla ribalta internazionale.

  • Print
  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Google Bookmarks
Categories: Special Crew

Comments are closed.

  • Facebook
  • google plus
  • Twitter
  • RSS
  • Delicious
  • Roc n. 21721