IT     EN

Quando e come hai iniziato?

Ho iniziato con la capoeira, poi verso i 13-14 anni – mentre cercavo alcuni footage in internet – ho iniziato ad interessarmi alla cultura Americana, in particolare all’hip-hop. Volevo capire cosa fosse. Sapevo che l’hip-hop era ‘L’Elemento’, così iniziai ad interessarmi maggiormente alla parte riguardante il ballo.
Pensavo: “Oh, questa breakdance è veramente forte… il breaking è molto simile a ciò che ho fatto fino ad ora con la capoeira”. Sapevo che mi sarei dovuto allenare da solo poiché non c’erano insegnanti nella mia città e non c’era un posto dove potessi migliorare, così iniziai a visionare un sacco di video ‘old skool’.
Il mio stile è migliorato velocemente, il livello delle mie abilità faceva pensare “Oh, questo ragazzo è veramente bravo”.
Così ho iniziato a competere, mi sono spostato in altre città e sono diventato famoso anche lì.
Questo mi ha cambiato, vedendo che me la cavavo bene ho voluto proseguire, investendo del tempo per incrementare il mio percorso professionale.
L’unica cosa che ricordo riguardo il come ho cominciato è principalmente la stessa per tutti: provando a fare le cose e ad imparare tutto.

Negli ultimi anni in Brasile è cambiato qualcosa nel breaking e per i ballerini in generale?

La situazione è un po’ complicata, poiché il Brasile è molto grande e molto lontano da qualsiasi altro posto. Quindi anche se la gente ha passione ed ama ballare, deve comunque lavorare e fare qualcos’altro oltre alla danza, ma il livello è alto perché la passione nei miei connazionali è forte. C’è molto talento in giro.
La scena sta crescendo perché molte cose stanno succedendo e cambiando laggiù, anche se per noi è ancora tutto difficile, specialmente come artisti.
Personalmente viaggio per tutto il mondo, rappresentando ovunque il Brasile ed è un po’ come crescere.
è così che si fa: rappresenti la tua cultura e la tua cultura si diffonde.

Dopo la vittoria del BC One hai iniziato a viaggiare ancora di più, giusto?

Ciò che mi è successo è stato ottimo per me, ora la gente dice: “Voglio portare Neguin in questo paese, così può condividere la sua conoscenza”.
Non mi è mai interessata la competizione in sé, non mi sono mai preparato con lo spirito “adesso mi allenerò per quella gara”.
Non lo faccio per la competizione ma per la cultura. Amo ballare.
E se vinci un evento come il Red Bull BC One devi sapere che non lo stai facendo per la competizione, ma perché renderà possibile per te diffondere la tua cultura.
Se non fosse stato per il BC One o per il mio sponsor Red Bull, non viaggerei così tanto come ora.
E viaggiare è la cosa più bella, perché la gente prende ispirazione da te e ti rispetta in più sensi.

Hai qualche consiglio per i giovani b.boys?

Il mio consiglio è semplice: non dimenticate mai di divertirvi. Non importa ciò che fate, dovete divertirvi. Al giorno d’oggi la gente ha molti obiettivi differenti: “Voglio allenarmi per vincere quella competizione, voglio essere il migliore…”.
Divertitevi, ballate con i vostri amici.
Quando dico questo, non sto nemmeno parlando del ballo, ma sto parlando della vita. Per capirci: io, oltre ad essere Neguin, sono Fabiano. Fate tutto quello che potete, siate felici e fate qualcosa che renda orgogliosa la vostra famiglia. Fate qualcosa di positivo poiché oggi ci sono troppe strade sbagliate da poter prendere: si può finire nella droga, nell’alcool e su altre cattive strade.
Fate il vostro e divertitevi. Se state imparando a ballare siate sicuri di divertirvi. Qualsiasi cosa facciate: divertitevi, perché la vita è una cosa che va apprezzata.

  • Print
  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Google Bookmarks
Categories: Guest

Comments are closed.

  • Facebook
  • google plus
  • Twitter
  • RSS
  • Delicious
  • Roc n. 21721