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Kidz

Sono convinto che nella nostra società la fase adolescenziale critica – che fino a poco tempo fa si collocava tra i 13 ed i 16 anni – ora cominci molto prima, con tutte le problematiche legate agli aspetti di questo periodo della crescita.
Come per gli altri tipi di classi prese finora in esame, anche per la fascia dai 10 ai 12 anni è ottimale poter riunire una classe di ragazzi con lo stesso background di esperienza.

Quindi dividere per lo meno i principianti da chi ha già studiato 1 o 2 anni. In ogni caso, da questa età in poi vi saranno differenze (ed in questa precisa fascia a volte anche rivalità) tra maschi e femmine.

Un buon insegnante dovrebbe cercare non solo di smussare eventuali conflitti tra le due parti, ma di favorire la percezione di quanto sia possibile e bello interpretare in modo femminile o maschile uno stesso movimento di hip hop.
Se la classe è dotata di un background di nozioni e passione, l’impostazione può essere già molto tecnica; personalmente sono dell’opinione che la suddivisione tra discipline hip hop debba avvenire già prima.
Piuttosto che al così detto new style, dai 7-8 anni si dovrebbero allenare in modo alternato gli stessi kids al poppin’/lockin’/house, spiegando impostazioni e differenze.

D’altro canto l’abitudine a momenti di freestyle va trasmessa prima dei 10 anni. Così gli allievi si avvicineranno al cerchio in modo naturale e spontaneo, cosa molto più complessa dopo questa età.
Le (poche) fasi ludiche devono ora essere finalizzate al miglioramento delle proprie capacità, siano esse coreografiche o di freestyle.
Siamo ancora in un’età in cui difficilmente gli allievi riescono ad affrontare una classe senza momenti di gioco, perciò io sono solito organizzare le classi di 60’ seguendo a grandi linee questa scansione: 10-12 minuti di warm-up anche tecnico (breakdowns, boogaloo, etc.).
Quindi 20 minuti di coreografia, una breve pausa per bere ed un rapido rehearsal post-pausa.
A questo punto si hanno ancora 15-20 minuti a disposizione: la classe viene divisa in 2 crew (decido o sorteggio i 2 ‘capitani’, che sceglieranno i propri compagni) per la sfida sia in coreografico (magari assegnando 2 o 3 punti alla crew che interpreta meglio la coreografia) che in un battle freestyle (1 punto ad ogni entrata e relativa risposta).

Nel battle è fondamentale una varia ed appropriata scelta musicale (di solito cambio brano ogni entrata/risposta), per abituare i kids a ballare su ogni genere musicale, adattandovi uno stile adeguato.
Al termine espongo pubblicamente alle due crew le motivazioni riguardanti i miei voti. Cerco ovviamente di smorzare eventuali polemiche o provocazioni eccessive durante il battle e – se possibile – chiudo la lezione con una rapida analisi delle cose che sono piaciute e di quelle che si possono migliorare, sia nel coreografico che nel freestyle.

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Categories: Kids

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