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Possiamo affermare che sei stata la prima ballerina di House a New York, com’è iniziato tutto?

Sono originaria di Haiti e stare in un contesto africano significa nascere ballando.
Non conosco vita senza il ballo o senza la musica. Il mio primo partner di ballo è stato mio padre, il mio primo esempio di ballerina è stata mia madre e la mia prima crew eravamo io e le mie sorelle. La danza dunque è una gran parte del mio stile di vita.
Attorno al 1986 ho iniziato ad entrare realmente nella musica House, e l’ho amata talmente tanto che ho iniziato a cercare dei posti dove sentirla. Avevo un amico che mi ha fatto scoprire il Tunnel – era circa il 1987 – dove sono diventata una vera ‘club-head’. Prima di allora ero una street-kid (figlia della strada ndr), andavo sempre alle jam hip-hop. Ma mi sono innamorata a tal punto di quella musica che mi ha trascinata nella scena dei club.
Da lì ho semplicemente iniziato ad incontrare molti altri ballerini, che mi hanno ispirato ed è questo che ha fatto si che ballassi per tutti questi anni, ancor prima di ballare in un modo professionale, poiché amo ballare.

E quando è diventata una professione?

È divertente… circa nello stesso periodo in cui ho iniziato a frequentare i club. Un anno più tardi due miei amici, Super Lover Cee e Casanova Rud mi hanno chiesto di ballare nel loro video. Era attorno al 1988 ed una volta fatto quel video divenni professionista. Dopo quello molte persone iniziarono a venire nei club cercando ballerini.
Non ho nemmeno scelto di essere una ballerina professionista, la gente ci voleva, dicevano: “Sei forte, dovresti ballare nel nostro video”. Ed il nostro pensiero era: “Ci volete pagare per fare questo? Balleremmo comunque, ma se ci volete pagare è grandioso”.

Ho sentito che quando hai iniziato a muoverti per cercare di insegnare ti è stato detto: “Non siamo interessati all’House…”

Ho insegnato in una mia classe soltanto a partire dal 1994. Prima sostituivo un amico, Voodoo Ray, che mi ha spiegato come insegnare. Mentre cercavo degli spazi dove insegnare, sono stata in diverse scuole – e non le nominerò – ma il loro atteggiamento era: “Cos’è l’House? Cos’è questa cosa?”. Non volevano farmi insegnare nelle loro sale. Poi 10 anni dopo ho sostituito E-Joe e Brian Green a lezione in quelle scuole e vedendo quanti studenti avevo portato mi hanno chiesto di insegnare. Io ho risposto di no. No, grazie.
Preferisco insegnare dove la gente rispetta ciò che faccio, per me non è solo questione di soldi. Per me si tratta della spiritualità della danza.

Parlando della spiritualità della danza, cosa pensi manchi nei giovani ballerini di oggi?

Penso che i giovani ballerini di oggi abbiano tutto ciò che serve per avere successo nel ballo, a parte il fatto che guardano troppo youtube. In questo modo funzionano come delle macchine, invece la danza è organica, non meccanica, risulta quindi migliore se trasmessa da un altro essere organico. L’energia arriva da un’altra persona e non da una macchina.

Una domanda molto importante: mi hai detto che la danza ti ha salvato la vita…

Il ballo ha salvato la mia vita molte volte.
La ragione per cui dico questo è legata a quando ero giovane, perché sono cresciuta a New York. New York era molto cruda e violenta, e quando si è giovani è facile venire influenzati dal proprio ambiente.
Però ho trovato degli amici con cui ballare, che come me volevano ballare sul serio e siamo stati lontani dai guai. Avevo amici che sono finiti in prigione, amici che son morti, amici che sono diventati dei criminali perché sono stati contagiati dal loro ambiente in modo negativo.
Così ho scelto la danza al posto della violenza ed è così che essa mi ha salvato la vita.
Ecco perché quando ho dei veri problemi – invece di fare qualcosa di stupido – ballo, e ciò mi fa pensare in modo più lucido. Ma la cosa più importante è…

Ciò che è avvenuto in seguito in questa intervista è qualcosa di talmente emozionante che non vogliamo metterlo per iscritto. È però giusto che tutti voi abbiate l’opportunità di condividerlo, perciò guardate il resto dell’intervista online…

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