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apr 24

Auditions

Auditions

di Claudio Campanelli

Facciamo il punto come funziona il mondo dello spettacolo nel nostro paese. Tanto per cominciare: in Italia non esistono agenzie per ballerini – almeno fino ad oggi – fattore penalizzante per tutti quelli che hanno intenzione di lavorare in questo settore, perché da soli sono costretti a mettersi alla ricerca di audizioni.

Negli anni si è poi creato qualcosa di simile ad una lobby di coreografi e registi – i cosiddetti ‘intoccabili’ – che occupano stabilmente gli stessi presidi di potere. I registi hanno i propri ballerini e coreografi preferiti, e alla fine si copiano sempre di più mode e stili dei programmi d’oltreoceano, facendone dei brutti cloni.

Venendo alle audizioni di danza in Italia, esse per lo più si svolgono nelle città di Roma e Milano. La prima cosa su cui vogliamo focalizzarci è l’annuncio di un’audizione. Quasi mai esso viene pubblicizzato adeguatamente, se non attraverso qualche sito internet del settore; uno dei più famosi è www.ials.org. Ad accedere alle audizioni sono quasi tutti ballerini già conosciuti dal coreografo.
Giunto sul posto, il più delle volte il ballerino si trova davanti a coreografi che non sono competenti in materia di hip-hop.
La conseguenza solitamente porta a ritrovarsi a mettere in pratica una diagonale, una coreografia di ‘pseudo-moderno’ o di ‘stile televisivo’. Ai più fortunati viene richiesta una coreografia propria, a volte anche un freestyle. Dunque il primo passo è controllare bene cosa realmente è richiesto per il lavoro che si dovrebbe andare a svolgere e conoscere il nome del coreografo presente.

Un altro fattore determinante è cosa viene fatto credere al ballerino se selezionato.
A questo proposito, portiamo alla luce un fatto accaduto di recente ovvero il casting di Citroën Italia, alla ricerca di ballerini di street dance per il concerto degli LMFAO il 23 di Febbraio a Roma, nell’ambito dell’evento “I Like DS3 Party”.
Per l’occasione, con qualche mese di anticipo, era stata indetta un’audizione in cui si cercavano ballerini ‘street dancer’, preceduta da un web casting pubblicizzato tramite facebook.com.
Qui i 25 video più votati dal pubblico sarebbero acceduti direttamente all’audizione, mentre altri 25 partecipanti sarebbero stati invece scelti direttamente dalla giuria.

Primo problema: la modalità di pubblicizzazione e divulgazione. Inizialmente al ballerino viene fatto credere che ballerà in concerto con gli LMFAO. Poi, solo qualche giorno prima, gli viene detto che non sarà un concerto, bensì un dj-set, non degli LMFAO ma solo di RedFoo (uno dei due cantanti). Non finisce qui: RedFoo porterà con sé quattro dei ballerini della Quest Crew per la performance.

Altro tasto dolente la giuria scelta da Citroën: Marco Garofalo, Rossella Brescia e Garrison Rochelle. Questi artisti, sicuramente molto conosciuti a livello televisivo, ma sono assolutamente incompetenti per ciò che concerne l’hip hop.

Puntualmente, il casting è avvenuto con le medesime modalità di una puntata tv. Tutti i ballerini sono stati giudicati non per il proprio livello di danza, ma per altre cose, come il colore od il taglio dei capelli, l’estetica del viso, etc. In base a tali parametri, un ballerino che svolge un’audizione di questo tipo riceve una grandissima mancanza di rispetto. Molti ballerini effettuano audizioni investendo i propri soldi e tempo, per cercare di lavorare in maniera dignitosa – ma soprattutto professionale – nel mondo dello spettacolo del proprio paese.

In Italia esistono professionisti con anni di esperienza – e soprattutto competenti in materia di street dance – che non vengono mai chiamati a collaborare per eventi del tipo sopracitato. Per quale motivo? Ultimo aspetto è la retribuzione del lavoro: prevale la smania di apparire, essere riconosciuti. Perciò molti sono disposti a concedersi e sottomettersi a vere e proprie estorsioni. Ma un artista lavora e come tale deve esser retribuito nel giusto modo. Invece, da parte del datore di lavoro di turno, spesso prevalgono situazioni in cui la performance del ballerino fornisce non sia un ma un ‘favore’, un ‘privilegio’. Dal “Devi sentirti onorato perché stai lavorando per…” all’ “Hai l’opportunità e la fortuna di lavorare con…”.

Si deve diffidare di queste modalità. Ricordate che il lavoro è lavoro, il piacere è – tutt’al più – andare in vacanza, non certo sottoporsi a sei giorni di prove in un’altra città, per di più se non spesati! è dunque essenziale anche imparare a saper dire di NO.

Riassumendo, concludiamo lasciandovi 3 regole fondamentali:

  • Le audizioni vanno fatte, ma occhio sempre a chi giudica.
  • Se venite presi ed accettate il lavoro, assicuratevi che esso sia adeguatamente retribuito.
  • Se vi sentite presi in giro, dite la vostra ed opponetevi, perché oggi a voi.. domani ad altri!

 

SDM ha chiesto un parere ad alcuni professionisti del settore:

ETN (Chiambretti Night, Wannadance, Tour Mondiali)
Io AMO ballare, ma non amo il mondo della DANZA. AMO il palco, ma non amo la mentalità dei ballerini. A 38 ANNI sento di poter dire che tutto è soggettivo ed ognuno deve seguire il proprio percorso, non dando troppo peso ai consigli perché IO STESSO non ho ascoltato NESSUNO. Ho ben capito che la cosa PER ME migliore è ballare senza parlare troppo.
È un mondo artistico molto FALSO, perciò onde salvaguardarmi preferisco ballare e ed espormi sempre meno.
È una scelta! A 38 anni, io mi sento ANCORA fortunato a poter ballare con ragazzi di 16/17. L’importante è mettersi in discussione su larga scala e lavorare con la massima umiltà.

Kris (Amici, Italia’s Got Talent)
Il coreografo scelto tende a chiamare i ballerini con i quali ha già lavorato perché sa quale risultato avrà da loro. Il motivo per cui gli artisti street dancers non vengono chiamati come coreografi è dovuto al fatto che spesso le produzioni non conoscono queste persone. Se vuoi avere una certa importanza all’interno di questo contesto ti devi fare vedere, devi vivere questo contesto. Non è detto che un personaggio noto nell’ambiente hip-hop sia in grado di gestire un concerto di Madonna od un film. Io personalmente non ne sarei capace, un conto è fare dei passi di danza, un conto è gestire il tutto. Che poi ci siano coreografi che si professano di conoscere anche il mondo hip-hop in televisione, questa è storia ormai antica.

Susan (Spotlight Agency)
La mia è principalmente un’esperienza americana di management. Là il tutto avviene molto spesso attraverso agenzie, per cui l’artista è tutelato. Negli USA le modalità sono 2: la produzione contatta le tre più importanti agenzie (MSA, BLOC e CLEAR) per ingaggiare i top dancers destinati ai ruoli di maggior rilievo. Le tre agenzie contatteranno il management dei vari ballerini richiesti dai coreografi. Per i ruoli minori verranno aperte audizioni pubbliche o private ma ugualmente organizzate da agenzie. Tutti i rapporti sono contrattualizzati e le agenzie si occupano della parte burocratica, informando sul tipo di ruolo, compenso, etc. In questo modo i ballerini, anche se sconosciuti, sono tutelati.

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Categories: Special

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