IT     EN

10-Music

Essere un Dj non è sicuramente facile o – per meglio dire – non era facile quando ho iniziato!

Prima di tutto dovevo avere il mio equipaggiamento personale e poi, diciamo, una sorta di repertorio da poter suonare ai parties. Nel frattempo dovevo costruirmi una reputazione ed un ‘marchio’. Oltre alla dedizione, tutto ciò che ho menzionato ha richiesto molti investimenti, che di certo non sono una tantum, bensì continuativi. Visitavo settimanalmente il mio negozio locale di vinili, per la mia dose regolare di musica, una specie di ‘scavo’ ordinato, per trovare qualcosa di nuovo. Dopo un paio d’anni, dopo aver suonato a molti parties e parecchi battles, ho iniziato ad esplorare il ‘mistero’ di quest’abilità, per scoprire che con l’essere un dj arrivano anche grandi responsabilità. Soprattutto questo titolo dev’essere mantenuto.

Quindi ho deciso di definirmi un Bj. Per evitare confusione od incomprensioni, non perché io non mi consideri un vero Dj, ma solo perché mostro un enorme rispetto verso tutti i Dj che hanno dedicato la loro vita a questo modo di vivere. Ci sono diversi tipi di Dj, che dividerei in tre gruppi: i primi sono i ‘turntables’, che maneggiano le loro attrezzature al 100% e la loro abilità arriva dal duro lavoro e da ore ed ore di allenamento. Il secondo tipo è chiamato ‘the selectors’; la loro abilità consiste principalmente nel selezionare tracce, mixarle ed andare alla ricerca di nuovi dischi. L’ultimo gruppo, ma non meno importante, sono i ‘followers’. Quelle persone che utilizzano il titolo di Dj e non possiedono alcuna delle abilità sovraelencate.

Come Dj ho imparato che essere unico ed originale è estremamente importante, ma che non puoi spingerti troppo in questa direzione. Devi avere il tuo stile personale, il tuo archivio e la tua visione d’insieme e forse devi essere capace di mixare differenti tecniche, al fine di costruire qualcosa di nuovo e solo tuo.

La ricerca è più di uno sport o di una disciplina, in cui ogni Dj prova a trovare qualcosa di nuovo. Tutto è mosso da un ben noto desiderio e dall’adrenalina che viene rilasciata durante la ricerca. Amare l’odore del vinile, la polvere sul disco, i tagli sulle dita fatti con le copertine dei dischi e quel maledetto mal di schiena, che ti viene quando ti immergi in tutte quelle scatole con la musica. Questa sensazione è grandiosa e per la nostra generazione di Dj’s è anche unica. Comunque non sarà mai così per il 90% dei Dj’s. In ogni caso, sapete cosa c’era di grande in questa continua ricerca per qualcosa che volevi trovare o ottenere? Era il fatto che non avevi idea di cosa avresti trovato o ti saresti potuto permettere di comprare. Non potevi avere tutto ciò che volevi, anche dal punto di vista finanziario o geografico. Oppure eri stato semplicemente troppo lento e qualcuno l’aveva preso prima di te.

Al giorno d’oggi, in quest’era digitale, diventare un Dj è questione di due settimane. Comprate un software digitale, scaricate alcune canzoni e – nel caso meno fortunato – vi troverete a suonare in uno schifoso club del luogo, mettendo cose su richiesta. Così sono chiamati i ‘Safe Dj’s’, poiché suonano tracce che tutti conoscono e non hanno il coraggio di ‘uscire’ da questo concetto. La maggior parte di questi Dj hanno iniziato a suonare circa un anno fa. Non hanno la minima idea di cosa sia il vinile, o di come ci si senta ad aspettare che una canzone esca come disco in vinile (anche due settimane), dovendola acquistare perché non c’è altro modo di poterla suonare. Soprattutto, quando scaricate mp3, state supportando solo voi stessi, oltre al fatto tre minuti del vostro tempo non costano nulla. Questo tipo di Dj entra in un club chiedendo cifre ridicolmente basse per il proprio ‘servizio’ (ma che per loro è comunque interessante).
Ma per noi, i veri Dj, che sacrifichiamo tutto il nostro guadagno per comprare i dischi (supportando i produttori) non è possibile competere con loro.

Non sono un turntabler, non passo ore nella mia camera per ottenere il miglior scratch dai miei dischi. La mia profezia sta nel diffondere la buona musica, specialmente nuova musica, per aprire gli occhi della gente, mostrando loro che là fuori c’è altro da esplorare. Naturalmente, quando ho iniziato, ho dovuto allenarmi molto per mixare una traccia con un’altra, ma tutto questo non si è mai tramutato in qualcosa come lo scratching od il juggling. Ho trovato il mio percorso, una selezione ed un mix che sono unici. E questo è esattamente il Bj: beat jockey or battle jockey. Poiché ho dimostrato la mia abilità sotto forma di selezione delle tracce per i battles e per i parties, cerco sempre di uscire con qualcosa di nuovo mixato con i miei vecchi pezzi.

Suonando dal 2004, devo ammettere di essere grato per aver vissuto tutto ciò di cui ho parlato, la vera essenza del Djing, e la paura e la gioia che essa comporta. Sono felice di poter dire che non sono ingordo e non mi interessa spendere il denaro che ho guadagnato, invece che per comprarmi del cibo, per acquistare un disco di un artista che mi piace e che voglio supportare.
Alcune volte qualcuno è corso da me chiedendomi: “Eri tu a suonare il mio brano al battle? Beh, grazie mille. Nessuno l’aveva mai fatto”. Questo ‘circolo’ di rispetto può essere chiuso e mantenuto solo attraverso il mutuo rispetto e supporto tra gli artisti, perché se voglio essere rispettato, devo mostrare rispetto a mia volta.

QUANDO COMPRI QUESTO DISCO, NON STAI PAGANDO PERCHÈ L’ARTISTA SI COMPRI UNO YATCH. E NON STAI NEMMENO PAGANDO PER LA MUSICA STESSA. QUELLA CHE STAI FACENDO È UNA DONAZIONE AL FINE DI SUPPORTARE IL FUTURO DELL’ARTISTA. QUINDI ASSICURATI CHE, QUALSIASI COSA TU ACQUISTI, ESSA STIA AIUTANDO A FAR RIVIVERE LA MUSICA DI QUALITÀ. SE VUOI SENTIRNE DI PIÙ, DAI DI PIÙ” – Diggs Duke

  • Print
  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Google Bookmarks
Categories: Music

Comments are closed.

  • Facebook
  • google plus
  • Twitter
  • RSS
  • Delicious
  • Roc n. 21721