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1-Bruce

Bruce come creatore del Juste Debout e Bruce come ballerino.

Ho iniziato a ballare ad 8 anni in Camerun, Africa (ora ne ho 35). Ho cominciato facendo smurfin’, è il modo in cui noi chiamiamo il poppin’. Da lì non ho più smesso, perché amo ballare. Ho costruito alcune cose, come la Juste Debout School a Parigi o l’evento chiamato Juste Debout. Siamo partiti nel 2002 con 400 persone ed ora – nel 2011 – siamo circa 15000. Tuttavia, non necessariamente tante persone che fanno parte di un evento lo rendono valido.

Per me è importante anche l’organizzazione dei party e dei workshop che affiancano l’evento, per far capire alla gente cos’è veramente l’hip-hop: non solo battles, ma anche incontro e condivisione. Alcune persone non lo capiscono, però è così.

 

Cos’ha ispirato l’idea del Juste Debout?

Il Juste Debout è stato una reazione, poiché molti eventi, battles e meeting erano solo per i b-boys. A quel tempo erano i più famosi, mentre i battles per poppers e lockers erano molto piccoli. Ai b-boy battles vi si dedicavano 3 o 4 ore, mentre quelli di poppin’ e lockin’ duravano circa 20 minuti. Abbiamo così deciso di fare qualcosa per unire queste due comunità e condividere il tutto con le persone che amavano questo tipo di cose. Poi un sacco di gente ha iniziato a parlare dell’evento ed ha iniziato a seguirlo. La reazione è stata la prima ragione, mentre la seconda è la diffusione della conoscenza di questa cultura e per far conoscere il ballo ‘in piedi’.

 

Sei stato ispirato da qualcuno, hai un mentore?

Sono molti gli insegnanti che mi hanno ispirato. In Camerun ho iniziato a ballare tramite una videocassetta, senza insegnanti, ma una volta arrivato in Francia ad introdurmi nell’hip hop e nella sua cultura non sono stati poppers o lockers ma i b-boys dell’epoca (almeno, questo è quello che penso).

Non posso dire di aver un solo mentore, piuttosto molti, come Poppin’ Taco, Jazz Jay, Brian Green, Superdave e Link. Molta gente mi ha ispirato, alcuni anche più giovani come Flaptop, Walid e Storm. Semplicemente mi piace ballare ed un ballerino africano può ispirarmi tanto quanto un ballerino di hip-hop.

Non mi interessa chi è chi, io amo ballare.

 

Dopo molti anni dalla nascita del Juste Debout, cosa pensi sia cambiato e quali sono i tuoi nuovi obiettivi?

Penso di aver raggiunto tutti gli obiettivi che volevo raggiungere. Ora il mio nuovo scopo è quello di coinvolgere persone che non fanno parte della cultura hip-hop.

Le persone che fanno parte dell’hip-hop sanno cosa è cosa. Io voglio che i nonni o le nonne vengano ad un evento hip-hop per vedere cosa i giovani e la cultura hip-hop possono fare.

Dopo molti anni voglio tornare alle radici, lavorare con i ragazzi. Vorrei investire il denaro del Juste Debout per fare qualcosa per i ragazzi del ‘ghetto’, che sono più sensibili degli altri.Voglio anche fare qualcosa per la mia scuola e gli studenti.

Ho già portato alcuni di loro al Funkin Stylez.

 

Il tuo evento ha ispirato molti ballerini italiani ad addentrarsi nei contest di freestyle. Nel 2012 sarai parte della line-up di uno dei maggiori eventi hip-hop in Italia, il The Week. Quale messaggio vorresti lasciare ai ballerini?

Prima di tutto voglio dire che dovete venire per amore della musica. Amore per la musica e profondità del feeling e dei movimenti.

Non si tratta solo di mostrare le proprie mosse migliori, di risplendere per le ragazze o per il premio in denaro. Questo viene dopo. La cosa più importante è essere insieme per una ragione: celebrare la musica.

Dopo questo, ovviamente, se doveste vincere il premio in denaro ovvio che ne sareste felici. Ma questo è un ‘di più’.

La cosa più importante è essere tutti assieme e condividere. Penso che alcune volte le persone manchino in questo senso, e che si voglia solo vincere. Io partecipo ai battles, come quello con UK, oppure dove ho perso contro Keith, ma non m’importa.

Non è questione di vincere o perdere, ma di essere migliore per te stesso.

I battles sono uno scopo, non sono importanti da soli. I parties prima e dopo lo sono, i meeting, il parlare. è magico essere tutti assieme per una ragione ed alcune persone non se ne rendono conto. Andate nella giusta direzione, non solo quella di vincere.

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