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Kidz

Rapportarsi al mondo dei bambini – a prescindere che ci si riferisca all’ambiente della danza, come in questo caso – presuppone per chi scrive un mondo di cose che, se tralasciate, possono arrecare un danno non tanto al docente, quanto soprattutto agli allievi.

Le opinioni che esprimerò in questa rubrica sono del tutto personali e riflettono una passione per l’hip hop nata oltre 20 anni fa, che mi assorbe a 360°, 7 giorni su 7. Partendo dal presupposto che un ottimo ballerino non è automaticamente un altrettanto plausibile insegnante, penso non vada da sé che un bravo docente per ragazzi ed adulti sia altrettanto preparato a tenere classi di giovanissimi, specie se carente in didattica specifica, predisposizione, maturità, equilibrio e tanta fantasia.

Nel corso di questi anni ho imparato prima di tutto che, qualsiasi classe si abbia davanti, se non vengono lasciati fuori dalla porta i propri problemi quotidiani, non si riuscirà ad essere un buon docente, specie con i bambini. Istintivamente quest’ultimi sentiranno e subiranno qualsiasi sbalzo umorale dell’insegnante.

Con loro è d’obbligo la massima attenzione, perché ogni possibile fail dell’insegnante crea un problema (e solitamente viene immediatamente percepito)

E’ fondamentale che ogni docente avverta il senso di responsabilità circa l’essere un punto di riferimento – in qualche modo un modello – per i propri allievi e specialmente con i kids. Per loro l’insegnante è davvero una persona speciale! “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità” diceva lo zio di Spiderman. Ciò è ancor più vero nel rapportarsi con il mondo dei bambini.

In questa rubrica analizzeremo quali sono le didattiche possibili per coinvolgere classi anche molto giovani, a partire dai 5 anni.
Passeremo in rassegna diverse metodologie di insegnamento, approcci ludici attraverso i quali far apprendere coreografie, alcuni giochi propedeutici da inserire all’interno della singola lezione, quando la concentrazione del bambino sente il bisogno di una pausa ed altre cose ancora, che spero vi possano servire a migliorare le vostre classi di kids.

Tuttavia, a priori deve esserci un esame di coscienza da parte dell’aspirante docente sulle proprie effettive capacità, sulla propensione e preparazione a lavorare con i bimbi. In una buona scuola, il primo ragionamento organizzativo da fare riguarda la suddivisione degli allievi per età. L’ideale (classi miste) sarebbe poter dividere le classi dei principianti in: 5/7 anni, 8/9, 10/12. Senza una reale possibilità di lavorare per età e livello, ogni valenza pedagogica è ridotta e questo elemento fondamentale deve essere tenuto presente da ogni centro di danza, anche a discapito del ritorno economico.
Dai 5 ai 7 anni sarebbe meglio lavorare a piccoli gruppi o, meglio ancora, con un assistente, perché (soprattutto nelle prime lezioni) possono presentarsi diversi piccoli inconvenienti. E’ ovvio che l’insegnante non possa trascurare la classe, per seguire unicamente il bimbo con l’eventuale problema.

Secondo aspetto fondamentale: il rapporto docente/allievo. Va tenuto presente che in queste classi, a tutti gli effetti, si è educatori oltre che insegnanti: l’autorità (che va ben gestita) non deve mai venir meno nei confronti dei piccoli. Uno dei valori fondamentali da trasmettere ai piccoli è il rispetto, sia nei confronti del docente che verso i compagni.

L’insegnante sarà tanto più bravo quanto meno dovrà ricorrere a misure forti (far sedere il “disturbatore”, alzare la voce, etc.), calate dall’alto per mantenere la disciplina. Direi di più: uno degli elementi che meglio caratterizza un buon docente per bambini è proprio la sua capacità di collocarsi nella equilibrata posizione tra il compagno di giochi (attenzione: guai se si rappresentasse solo questo!) ed il “maestro”.

Usate tutto il vostro carisma, divenendo buoni psicologi e non rapportandosi sempre alla classe come ad un “tutt’uno”, ma cercando da subito di individuare i soggetti più calmi e soprattutto i più indisciplinati: quest’ultimi (normalmente dotati di buon ascendente sugli altri, dunque capaci di assumere il ruolo di “leader negativi”) vanno seguiti inizialmente con un occhio di riguardo, facendo loro capire che – qualora si impegnassero – otterrebbero ottimi risultati e che cercare di portare a termine l’esercizio o il gioco, li renderebbe particolarmente degni di attenzione.

La carenza di attenzione e quindi la ricerca di essa è secondo me la causa della maggior parte dei problemi in queste fasce di età al giorno d’oggi. Queste mie riflessioni non devono mettervi ansia: c’è chi dice che fare il genitore è il mestiere più difficile (ma aggiungerei anche il più bello) del mondo. Allo stesso modo, essere tecnicamente buoni docenti e nel contempo validi pedagoghi, educatori e punti di riferimento per i kids vi porterà a ricevere affetto, passione e soddisfazioni disinteressate da parte dei vostri piccoli, come pochissime classi di adulti sono in grado di dare.

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Categories: Kids

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