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5-Japan

 

Qual è la prima cosa che vi ha colpito di quest’esperienza?

è stato qualcosa di interessante e stimolante sotto tanti punti di vista, sia per quanto riguarda la conoscenza ed il confronto con una nuova cultura, sia per quanto riguarda l’aspetto più prettamente inerente la danza.
Appena arrivati ad Osaka, siamo subito rimasti colpiti dalla sua grande influenza americana e stupiti che non ci fossero segni evidenti di un’architettura tradizionale Giapponese.
Da quanto abbiamo appreso successivamente, per trovare realtà più legate alla cultura ed alle radici del paese bisogna spostarsi verso città come Kyoto o Narita.
La società ha una concezione molto elevata del rispetto e delle infrastrutture della propria città. La pulizia in cui sono mantenuti gli arredi urbani è impressionante.
Per strada non c’è traccia di piccoli rifiuti, vi sono aree fumatori all’aperto, la metropolitana molto efficiente è fornita di carrozze riservate esclusivamente alle donne.
I sedili sono in velluto, ben tenuti e curati, le scale ed i bagni estremamente puliti e funzionanti, mentre sappiamo tutti in che condizioni si trovano le stazioni delle metropolitane italiane.

 

è stato difficile ambientarsi?

In generale no, anche se la maggior parte delle persone incontrate non parlano assolutamente l’inglese. Perciò comunicare, anche in locali ed attività commerciali, è risultato abbastanza problematico.
La vita in Giappone è comunque molto cara.
Pur essendo il cambio Euro-Yen a noi favorevole, ci aspettavamo sicuramente una maggiore convenienza negli acquisti.
Per quanto riguarda gli alimenti, i costi sono molto simili ai nostri, anche se dopo dieci giorni abbiamo avverito la mancanza della cucina made in Italy.

 

Passiamo ora alla Danza. Come vi siete trovati?

Positivamente. I ballerini sono molto educati e socievoli, all’interno della sala sono favoriti il dialogo e lo scambio di idee.
Le scuole di danza sono piuttosto piccole.
Noi ci allenavamo all’Alley Opp Studio di Tetsu G, pioniere giapponese di Poppin’ e Boogaloo, nonchè fondatore dei Fab 5 Boogs.
Dunque uno dei punti di riferimento per le nuove generazioni giapponesi.
Le scuole di danza hanno lezioni giornaliere, dalle 10 del mattino alle 11 di sera. Da mezzanotte, pagando una cifra pari a 500 Yen, si può accedere alla sala per allenarsi ininterrottamente fino alle 5 del mattino.
I ballerini che prendono parte a questi allenamenti sono numerosi e tutti di altissimo livello: oltre ai conosciutissimi Gucchon, Kei, Tetsu G, Acky Sou e C-Geo, vi sono altri emergenti di grande talento.
La cosa che più ci ha colpito è che i giovani nutrono e manifestano un grandissimo rispetto per le vecchie generazioni, in quanto continuano a supportarle e tenerle come punto di riferimento, a differenza del nostro paese, dove dopo pochi anni tutti si ritengono “professori” (Swan).

 

Cosa possono apprendere i ballerini italiani da quelli giapponesi?

Riteniamo vi sia molto da imparare, in primis per quanto riguarda umiltà ed educazione. Poi – per quanto riguarda l’applicazione in sala – non si può non pensare a costanza, determinazione, voglia di crescere, collaborazione e condivisione.
Parliamo ora dell’evento a cui avete partecipato.

Il contest a cui abbiamo preso parte si chiama PLW1. Si è tenuto ad Osaka il 2 ottobre 2011.
Il costo era di 3.500 Yen, pari a quasi 35 euro. Una cifra abbastanza elevata rispetto ai costi che noi italiani siamo abituati a sostenere.
è una gara (poppin’, lockin’, animation e robot) che vede un altissimo numero di partecipanti. Circa 500 in totale, di cui 186 solo per il poppin’. Se dovessimo evidenziare un nome tra quelli poco conosciuti menzioneremmo Katoci, decisamente molto talentuoso. Ci ha molto colpito l’educazione, sia tra ballerini che tra chi seguiva la gara. Anche sul piano del rispetto per la tempistica c’è molta attenzione. La scaletta è stata rispettata nei tempi previsti.
Alle selezioni ogni ballerino aveva a disposizione un’entrata di 30 secondi. Ballavano due persone per volta, con tanto di cronometro che segnava il tempo.

A nostro avviso questa è stata una delle poche cose negative in quanto – se da un lato il rispetto per la scaletta è importante – riteniamo che 30 secondi siano davvero troppo pochi per valutare la qualità della danza proposta, soprattutto se il ballerino si esibisce contemporaneamente ad un altro.

 

Vogliamo ringraziare tutti i Fabolous 5, i ballerini giapponesi ed in particolare Gucchon, che è stato disponibilissimo con noi e ci ha accompagnato in questi giorni di vacanza.

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Categories: Experience

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